Tirocini formativi extra – curriculari: le indicazioni dell’Ispettorato

Con la circolare n.08/2018 , l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito ai propri ispettori le indicazioni per un corretto inquadramento dei tirocini formativi svolti al di fuori di un percorso di studi (c.d. tirocini extra – curriculari).

E’importante per le Aziende conoscere sulla base di quali parametri l’Ispettorato valuterà la genuinità dei tirocini, in modo da non rischiare la riqualificazione del tirocinio in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Ricordiamo infatti che il tirocinio formativo non è una forma di rapporto di lavoro subordinato ma ‘una misura formativa di politica attiva, finalizzata a creare un contatto diretto tra soggetto ospitante e tirocinante per favorirne l’arricchimento del bagaglio di conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il re – inserimento lavorativo’.

Secondo la circolare, pertanto, l’attività ispettiva porrà sotto controllo il tirocinio al fine di valutarne la genuinità e la mancata presenza degli elementi propri di un rapporto di lavoro subordinato.

L’Ispettorato fornisce, a titolo esemplificativo, una serie di elementi che possono portare ad una conversione del rapporto (e che, quindi, vanno evitati da parte delle aziende):

– tirocinio attivato in relazione ad attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo, in quanto attività del tutto elementari e ripetitive
– tirocinio attivato con un soggetto che non rientra nelle casistiche indicate dalla legge regionale (es. soggetti in stato di disoccupazione, beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, lavoratori a rischio di disoccupazione, soggetti già occupati che siano in cerca di altra occupazione, soggetti disabili e svantaggiati)
– tirocinio di durata inferiore al limite minimo stabilito dalla legge regionale
– tirocinio attivato da soggetto promotore che non possiede i requisiti previsti dalla legge regionale
– totale assenza di convenzione tra soggetto ospitante e soggetto promotore
– totale assenza di PFI
– coincidenza tra soggetto promotore e soggetto ospitante
– tirocinio attivato per sostituire lavoratori subordinati nei periodi di picco delle attività e/o personale in malattia, maternità o ferie
– tirocinio attivato per sopperire ad esigenze organizzative del soggetto ospitante. Ciò può pertanto avvenire, a titolo esemplificativo, nei casi in cui il buon andamento dell’unità produttiva è demandato al solo tirocinante (es. unico cameriere all’interno di un pubblico esercizio) oppure nei casi in cui quest’ultimo svolga in maniera continuativa ed esclusiva un’attività essenziale e non complementare all’organizzazione aziendale e sia in essa perfettamente inserito;
– tirocinio attivato con un soggetto che abbia avuto un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione coordinata e continuativa con il soggetto ospitante negli ultimi due anni
– tirocinio attivato con un soggetto con il quale è intercorso un precedente rapporto di tirocinio, fatte salve eventuali proroghe o rinnovi nel rispetto della durata massima prevista dalla legge regionale
– tirocinio attivato in eccedenza rispetto al numero massimo consentito ex lege
– impiego del tirocinante per un numero di ore superiore rispetto a quello indicato nel PFI in modo continuativo e sistematico durante l’arco temporale di svolgimento del rapporto. La sistematicità, a titolo esemplificativo, può ricorrere ove il tirocinante venga impiegato per un numero di ore superiore di almeno il 50% rispetto a quello stabilito dal PFI
– difformità tra quanto previsto dal PFI in termini di attività previste come oggetto del tirocinio e quanto effettivamente svolto dal tirocinante presso il soggetto ospitante
– corresponsione significativa e non episodica di somme ulteriori rispetto a quanto previsto nel PFI.
 assoggettamento del tirocinante alle medesime regole vigenti per il personale dipendente in relazione, in particolare, alla gestione delle presenze e all’organizzazione dell’orario (es. sussitenza di forme di autorizzazione preventiva per le assenze assimilabili alla richiesta di ferie o all’organizzazione dell’attività in turni in modo tale che il tirocinante integri ‘team’ di lavoro
– imposizione al tirocinante di standard di rendimento periodici. 
In aggiunta al rischio di ri – qualificazione del rapporto, la circolare richiama anche l’apparato sanzionatorio regionale specifico per i tirocini, distinguendo tra violazioni sanabili e non sanabili.
Le violazioni non sanabili comportano l’intimazione alla cessazione del tirocinio, pena l’interdizione per il soggetto ospitante ad attivarne altri per i successivi 12/18 mesi.
Rientrano in questa casistica le violazioni relative:
– ai soggetti titolati alla promozione e alle caratteristiche soggettive e oggettive richieste al soggetto ospitante del tirocinio
– alla proporzione tra organico del soggetto ospitante e numero di tirocini
– alla durata massima del tirocinio
– al numero di tirocini attivabili contemporaneamente
– al numero o alle percentuali di assunzioni dei tirocinanti ospitati in precedenza
– alla convenzione richiesta e al relativo piano formativo.
Per le violazioni sanabili, invece, si procederà ad un invito alla regolarizzazione e, solo in caso di inadempimento all’interdizione dalla possibilità di attivare tirocini.
Rientrano in questa casistica i casi di inadempienza:
– dei compiti richiesti ai soggetti promotori e ai soggetti ospitanti
– dei compiti richiesti ai rispettivi tutor
– in caso di violazioni della convenzione o del piano formativo,
– quando la durata residua del tirocinio consente di ripristinare le condizioni per il conseguimento degli obiettivi stabiliti,
– in caso di violazioni della durata massima del tirocinio, quando al momento dell’accertamento non sia ancora superata la durata massima stabilita dalle norme.
La circolare termina ricordando alcune violazioni amministrative che devono essere oggetto di controllo, da parte degli ispettori del lavoro, durante la verifica del rapporto di tirocinio di natura extracurriculare:
– mancata comunicazione obbligatoria al Centro per l’impiego (sanzione amministrativa da 100 a 500 euro);
– mancata corresponsione dell’indennità di partecipazione (sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 euro).