Legge di Bilancio 2021 – novità in tema di lavoro

In questa circolare analizziamo le principali novità in tema di lavoro della Legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020 in vigore dal 01/01/2021)

 

  1. AMMORTIZZATORI SOCIALI

Con la legge di Bilancio 2021 vengono rifinanziati gli ammortizzatori sociali per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica Covid 19.

La nuova durata massima degli ammortizzatori sociali emergenziali è di 12 settimane, da utilizzare necessariamente nel seguente periodo:

  • Dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021 per le aziende che utilizzano la Cassa Integrazione Ordinaria
  • Dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 per le aziende che utilizzano l’assegno ordinario FIS e la Cassa Integrazione in Deroga.

Per il momento, le nuove 12 settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID.

I lavoratori beneficiari delle nuove 12 settimane sono i lavoratori in forza al 1° gennaio 2021, non quelli assunti successivamente.

Per le utilizzo delle 12 settimane non è previsto nessun contributo da parte dell’azienda. L’intera prestazione è, pertanto, interamente a carico dell’INPS.

  1. BLOCCO DEI LICENZIAMENTI

I commi da 309 a 311 estendono fino al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a licenziamenti collettivi per motivi economici.

Sono esclusi dal divieto tutti i licenziamenti per motivi diversi da quelli economici (per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, per superamento del periodo di comporto, per mancato superamento dle periodo di prova, etc…).

Sono, inoltre esclusi i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo motivati da:

  • Cessazione definitiva dell’attività dell’impresa
  • Fallimento
  • Accordo collettivo aziendale stipulato con le principali organizzazioni sindacali.
  1. SGRAVIO CONTRIBUTIVO PER L’ASSUNZIONE DI GIOVANI

 

La legge di Bilancio modifica, potenziandola, la riduzione dei contributi previdenziali in favore dei datori di lavoro privati che assumono (o trasformano da tempo determinato a tempo indeterminato), negli anni 2021 e 2022, giovani di età inferiore a 36 anni (massimo 35 anni e 364 giorni) con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Lo sgravio spetta soltanto se i lavoratori non hanno mai avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nemmeno con altri datori di lavoro.

Lo sgravio ammonta al 100% dei contributi a carico dell’azienda con un massimale di euro 6.000 su base annua.

Lo sgravio non spetta se l’azienda ha proceduto, nei nove mesi precedenti all’assunzione o trasformazione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo di soggetti inquadrati con la medesima qualifica del lavoratore assunto.

 

  1. RINNOVO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Viene prorogato, fino al 31 marzo 2021, il termine fino al quale è possibile rinnovare o prorogare contratti a tempo determinato – per una sola volta e per un massimo di 12 mesi – in deroga alle stringenti condizioni previste dall’art. 19 comma 1 del DLGS 81/2015 (le famose ‘causali’ introdotte dal Decreto Dignità).

Lorenzo Tomaini