Decreto Ristori – Novità in tema di ammortizzatori sociali

E’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il DL 137/2020, c.d. “Decreto Ristori”.

In tema di lavoro la novità più importante è la proroga della Cassa Integrazione Covid fino al 31 gennaio 2021, per i casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica.

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga, per una durata massima di 6 settimane, collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.

 I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi del decreto Agosto (articolo 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle 6 settimane del presente decreto.

Le 6 settimane ulteriori di trattamenti di integrazione salariale sono riconosciute:

– ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo di 9 settimane, previsti dal decreto Agosto;

– ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

E’ dovuto un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari:

  1. a) al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  2. b) al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.

Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai recenti provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività.

A seguito della proroga della cassa integrazione COVID – 19, viene conseguentemente allungato il divieto di procedere a licenziamenti collettivi e a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo fino al 31/01/2020.

Lorenzo Tomaini