Coronavirus, amministrazione del personale e decreto ‘Cura Italia’ – FAQ al 19/03/2020 ore 11.00

FAQ n.2 – CORONAVIRUS E AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE – Aggiornato al 19/03/2020 ore 11.00

 

 

Nella mattina del 18/03/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 17 marzo 2020 n.18, detto ‘Cura Italia’.

Il decreto ha introdotto una corposa serie di misure a sostegno dell’economia e del sistema sanitario.

In questo articolo cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande più frequenti che gli imprenditori si stanno facendo a seguito dell’introduzione del decreto. Chiaramente ci concentriamo sul Titolo 2, quello a sostegno del mondo del lavoro.

 

Una premessa è doverosa e risponde già a molte domande: il Decreto non ha fatto altro che stanziare dei fondi e dare delle direttive su come questi fondi devono essere spesi.

 

Per accedere effettivamente ai fondi e alle misure di sostegno previste nel decreto, occorre attendere le disposizioni operative dell’INPS e, per quanto riguarda la Cassa Integrazione in Deroga, delle Regioni.

 

Nel momento in cui scrivo, pertanto, nessuno dei provvedimenti previsti dal Decreto è operativo e non esiste nessuna modalità per fare domanda di Cassa Integrazione con causale COVID 19, Cassa Integrazione in Deroga, Nuovi Congedi Parentali o Bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi e i collaboratori.

 

Veniamo adesso alle FAQ. Come al solito ho deciso di dare un taglio pratico alle risposte. Non troverete riferimenti di legge né eccessivi sofismi su come interpretare le normative. Si tratta di una scelta voluta per arrivare subito alle informazioni richieste dagli imprenditori.

 

 

1- A causa delle disposizioni delle Autorità o della scarsità di lavoro mi ritrovo a non poter far lavorare i miei dipendenti. Cosa posso fare ?

 

Tre cose:

a- valutare se possono lavorare da remoto tramite ‘Smart Working’ (vedi faq successive su questo)

b- far usufruire unilateralmente del saldo ferie e permessi maturati. Con questo intendo che il datore di lavoro ha il diritto di ‘imporre’ di stare in ferie o in permesso, anche senza il consenso del dipendente.

c- accedere agli ‘ammortizzatori sociali’, cioè quelle forme di sostegno al reddito previste dalla legge per i dipendenti delle attività economiche in crisi. Ce ne sono di vario tipo a seconda delle dimensioni dell’azienda e del tipo di attività. Chi non è coperto da nessun ammortizzatore avrà accesso alla c.d. ‘Cassa Integrazione in Deroga’, i cui dettagli sono attesi prossimamente.

 

2- La mia attività non è tra quelle tenute a restare chiuse. I dipendenti possono venire a lavorare ? (aggiornata il 19/03/2020)

 

Si. Gli spostamenti per andare al lavoro sono sempre consentiti. In caso di controllo i lavoratori dovranno auto – dichiarare che sono in transito per andare al lavoro. Si consiglia di fornire ad ogni dipendente copia di un cedolino paga o del contratto di assunzione e una lettera del datore di lavoro che attesta la richiesta di normale prestazione lavorativa.

 

Il datore dovrà poi adottare ogni accorgimento in termini di salute e sicurezza, i cui dettagli non sono oggetto di questo articolo.

 

Il modulo per auto – certificare lo spostamento per lavoro è stato aggiornato e può essere scaricato qui: http://www.protezionecivile.gov.it/media-comunicazione/news/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/e-online-il-nuovo-modello-di-autocertificazione-in-caso-di-spostamenti

 

3- Un mio dipendente è sottoposto a provvedimento di quarantena da parte dell’autorità medica. Come viene trattata la sua assenza ?

 

Il provvedimento di quarantena è equiparato al certificato di malattia, pertanto l’assenza del lavoratore dovrà essere trattata come tale.

 

4- Un mio dipendente non ha alcun certificato di quarantena ma si rifiuta di venire al lavoro perchè ha paura di essere contagiato. Come posso trattare la sua assenza ?

 

In teoria questo è un caso di assenza ingiustificata, sanzionabile a livello disciplinare. Tuttavia si ritiene che, dato il momento, concedergli un periodo di ferie o di permesso sia una soluzione più ragionevole.

 

5- Cos’è lo ‘smart working’ e come lo posso attivare ?

 

Lo Smart Working è una forma di esecuzione del lavoro subordinato il quale, grazie all’uso di strumenti informatici, permette flessibilità riguardo al luogo della prestazione lavorativa.

Il tuo lavoratore potrà pertanto lavorare da casa, se la tecnologia glielo permette.

 

Per attivare lo smart working è prevista una procedura semplificata che si compone di tre fasi:

 

1- Autocertificazione dell’azienda che dichiara che il periodo di smart – working è connesso all’emergenza sanitaria.

2- Comunicazione telematica al Ministero del Lavoro. Si consiglia di effettuarla il giorno antecedente al primo giorno di smart working. Per dettagli sulla procedura contattare il proprio Consulente del Lavoro.

3- Inviare, anche via mail, ai lavoratori un’informativa semplificata sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, scaricabile dal sito dell’INAIL   (https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/avviso-coronavirus-1-marzo-2020.html ).

 

6- Durante il periodo di ‘smart working’ il dipendente può venire in azienda ?

 

Se le normative sullo spostamento delle persone fisiche lo permettono si. Lo smart working prevede flessibilità sul luogo della prestazione, la quale potrà essere svolta, indifferentemente all’interno o all’esterno dei locali aziendali.

 

7- Come viene retribuita un’ora di smart working ?

 

Come un’ora di lavoro ordinario.

 

8- Come controllo un dipendente in smart working ? Quando può disconnettersi ? Può fare straordinari ? Che succede se non lo trovo connesso ? Può usare il telefono personale ? Può accedere alla mail dal computer di casa ? Deve lavorare per forza da casa o può andare in qualche altro luogo ? Quale orario deve rispettare ?

 

Tutti questi aspetti dovrebbero essere disciplinati in un accordo scritto preventivo all’inizio dello smart working. Tuttavia, vista la situazione di emergenza, la legge consente di evitare questo passaggio fino al 31 luglio 2020.

Le Aziende sono comunque libere di stipularlo lo stesso. Anzi, sarebbe preferibile per evitare possibili problematiche o fraintendimenti col lavoratore.

 

9- Esistono agevolazioni per implementare lo smart working ?

 

Non direttamente ma molte aziende informatiche hanno previsto una serie di misure di ‘solidarietà digitale’ per facilitare questo passaggio. Per info: https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/

 

10- A quali ammortizzatori sociali ha diritto la mia azienda ? Come posso usufruirne ? (Aggiornata il 19/03/2020)

 

Dipende dal settore e dalla dimensione. Ogni ammortizzatore ha le sue casistiche e le sue procedure. Essendo un tema molto tecnico meglio consultare il proprio Consulente del Lavoro.

Il decreto “Cura Italia” ha esteso gli ammortizzatori sociali a tutti i dipendenti di tutte le aziende, anche quelle che in precedenza ne erano sprovviste. Si tratta della “Cassa Integrazione in Deroga” i cui dettagli e le modalità di accesso dovranno essere definite dalle Regioni e dall’INPS.

Anche gli ammortizzatori ordinari (Cassa Integrazione Ordinaria e Assegno Ordinario del Fondo Integrazione Salariale) potranno essere richiesti con modalità semplificate, anch’esse da definire in apposita circolare INPS.

 

L’unico settore in cui è già possibile chiedere ammortizzatori sociali è quello Artigiano, per il quale è operativo il FSBA (Fondo Solidarietà Bilaterale Artigianato), il quale va obbligatoriamente utilizzato prima di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga.

 

11 – Devo obbligatoriamente utilizzare le ferie e permessi residui prima di accedere agli ammortizzatori ? (aggiornata il 19/03/2020)

 

No. L’INPS, tramite circolare, ha confermato che la presenza di residui di ferie e permessi, anche di anni precedenti, non blocca l’autorizzazione della domanda.

 

12- Posso licenziare i miei dipendenti a causa della contrazione di lavoro ? (aggiornata il 19/03/2020)

 

No. Il Decreto Cura Italia ha bloccato per 60 giorni tutte le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (quindi per motivi economici legati all’andamento dell’attività).

Resta la possibilità di licenziare per giusta causa, quindi per motivi disciplinari.

Permangono dubbi sulla possibilità di licenziare in periodo di prova.

 

Nuove FAQ del 19/03/2020 ore 11.00

 

13- Quali dei miei dipendenti potranno usufruire degli ammortizzatori sociali introdotti dal ‘Cura Italia’ , tra cui la Cassa Integrazione in Deroga ?

 

Tutti i lavoratori subordinati in forza al 23 febbraio 2020. Questo significa che non potranno accedere agli ammortizzatori sociali i lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 in poi.

Chiaramente questa previsione crea non poche difficoltà, in quanto questi lavoratori non hanno nemmeno maturato ferie e permessi sufficienti a coprire l’assenza. Si attendono chiarimenti su come gestire queste situazioni, visto che non sembra nemmeno più possibile licenziare in periodo di prova (a meno di diverse disposizioni).

 

14 – Quali aziende avranno diritto alla Cassa Integrazione in Deroga ?

 

Tutte le aziende che non hanno diritto ad altri ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione Ordinaria, Fondo Integrazione Salariale o Fondo Solidarietà Bilaterale Artigianato). Si tratta, in genere, di tutte le aziende con meno di cinque dipendenti.

 

 

L’obiettivo del legislatore è appunto quello di allargare l’uso degli ammortizzatori a tutte le realtà imprenditoriali.

 

15- Quando si potrà fare domanda di Cassa Integrazione in Deroga (o di altri ammortizzatori con la specifica causale COVID 19) ?

 

Occorre attendere l’accordo quadro regionale che definirà le procedure di accesso all’ammortizzatore.

 

16 – Quanto durerà la Cassa Integrazione in Deroga (o gli altri ammortizzatori con specifica causale COVID 19) ?

 

Al massimo nove settimane, da utilizzare per il periodo 23/02/2020 – 31/08/2020. Si attendono chiarimenti sulle modalità di calcolo delle settimane, le quali saranno sicuramente riferite all’intera azienda, non al singolo dipendente.

 

17 – Chi pagherà la Cassa Integrazione in Deroga ?

 

E’ previsto un pagamento diretto da parte dell’INPS. Anche su questo occorre aspettare chiarimenti dell’INPS.

 

18 – Come posso gestire il foglio presenze durante il mese di marzo ?

 

Per semplificare al massimo, ferma restando ogni valutazione caso per caso, che sarà opportuna:

 

a- Le ore lavorate in sede vanno registrate come lavorate

b- Le ore lavorate in ‘smart working’ vanno registrate come lavorate ma è opportuno tenere un registro delle ore lavorate al di fuori dei locali aziendali

c- Le giornate di malattia o di quarantena (supportate da relativo provvedimento dell’autorità medica) vanno registrate come malattia

d- Le assenze per sospensione o riduzione dell’attività vanno prima di tutto registrate come ferie o permessi, fino ad esaurimento almeno del saldo dell’anno precedente (con l’eccezione delle imprese artigiane che non hanno questo obbligo).

e- Le assenze dei lavoratori che hanno esaurito le ferie e i permessi vanno registrate come ‘Cassa Integrazione’, da richiedere appena sarà tecnicamente possibile.

 

19 – Ho letto che i dipendenti con i figli a casa da scuola potranno usufruire di ulteriori congedi retribuiti . Come funzionano ? 

 

I lavoratori dipendenti con figli di età non superiore ai 12 anni potranno usufruire di uno specifico congedo per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni,  retribuito al 50% della retribuzione tramite una specifica indennità.

I 15 giorni saranno calcolati per nucleo famigliare e non per singolo genitore e verranno concessi soltanto se, all’interno del nucleo, non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito (Cigo, Cigs, Fis, Naspi, etc…) oppure altro genitore disoccupato o non lavoratore.

 

Le modalità operative per richiedere questo congedo verranno dettate dall’INPS con apposita circolare. Al momento, pertanto, non è possibile fare domanda.

 

20 – Chi ha diritto al ‘Bonus Stipendio’ di 100 euro ?

 

Tutti i lavoratori dipendenti che, nel mese di marzo, hanno continuato a recarsi fisicamente al lavoro e hanno un reddito inferiore a 40.000 euro lordi annui. Il bonus è esentasse e verrà rapportato ai giorni di presenza fisica al lavoro (quindi non è previsto per le giornate di smart working).

Anche per questo bonus attendiamo ulteriori dettagli operativi.

 

21 – Le partite IVA e i co.co.co hanno diritto a qualche bonus ?

 

Si. Commercianti, artigiani, partite IVA e co.co.co iscritti alla gestione separata INPS hanno diritto a un bonus una tantum di 600 euro.

Sono esclusi gli iscritti agli ordini professionali.

La domanda dovrà essere indirizzata all’INPS, con le modalità che dovranno essere definite da apposita circolare.